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Il regalo migliore per i tuoi figli sei tu e hai a disposizione “questo” preciso istante per dimostrarglielo

6 Giugno 2016

A volte ci sentiamo sopraffatte dalle situazioni e possiamo fare del male proprio a coloro a cui teniamo di più. Ed è proprio per questo, perché li amiamo e sono importanti per noi, che dobbiamo fare un passo indietro e cambiare alcune cose. Quando “giudico” quello che succede come qualcosa che non dovrebbe accadere e invece sta succedendo proprio davanti ai miei occhi... ecco uscire la parte peggiore di me. L’alternativa è FERMARSI E RESPIRARE. Che paradosso! FERMARSI si converte in una scappatoia! Proprio così, nella via più breve per diventare la madre che vorremmo essere, imperfetta ma pur sempre la migliore per i nostri figli.

FERMARSI, RESPIRARE E METTERSI IN CONTATTO con il MOMENTO PRESENTE, ACCETTANDOLO SENZA GIUDICARE. Una cosa da niente, vero?! Non è facile. Richiede costanza, consapevolezza, una buona conoscenza di sé e, soprattutto, autocontrollo. Spegnere il rumore prodotto dalla nostra mente, la storia o il dialogo interiore che mi porta lontano da qui e mi separa dal presente, che contamina la realtà di questo preciso istante con i miei giudizi, interpretazioni, valutazioni...

Cosa può aiutarti a compiere questo passaggio?

1. Passa qualche momento a ricordare con curiosità chi è tuo figlio, cerca di immaginare un mondo visto dai suoi occhi, cioè dal suo punto di vista, abbandonando il tuo. Proprio quando dovete uscire di casa, a tuo figlio di tre anni viene la pipì. Ed è già vestito, cappotto compreso! Noi adulti possiamo comprendere il tuo fastidio. Il tuo piccolo non riuscirà a capire il tuo disappunto. “Avere la pipì non va bene? La mamma si è arrabbiata? Ma ieri era contentissima quando le ho detto che avevo la pipì!”

2. Immagina per qualche minuto come ti vede e ti ascolta. Cambieresti il tuo modo di essere? Gli parleresti diversamente? Gli sorrideresti di più? Mi viene in mente una domanda che mi facevano i miei figli quando erano piccoli: “Mamma, sei arrabbiata?” Oggi mi chiedo cosa vedevano nell’espressione del mio viso. Mi rendevo conto dell’effetto che avevo su di loro?

3. Dedica qualche minuto alla consapevolezza delle aspettative che hai riposto su tuo figlio. Sono quelle che più ti fanno comodo o che sono utili per lui? Corrispondono alle tue necessità o a quelle di tuo figlio? Sono semplicemente REALISTICHE?

4. Esercitati a vedere tuo figlio per come è. Accettalo e accoglilo con amore e generosità come il bambino di tre, nove o sette anni che è.

Anche così puoi avere la sensazione di non sapere cosa fare, cosa dire, come comportarti... Osserva il momento nella sua globalità e, semplicemente, PUOI ANCHE NON FARE O DIRE NULLA. Imparare a convivere con questa pressione è come praticare la maratona. MANTENERE LA CALMA PUÒ SALVARCI dai quei momenti che cambiano tutto, che stravolgono “un momento” e lo fanno diventare complicato.


M. Ángeles Jové
Equipe AEIOU
www.coachingpadresaeiou.com

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